Associazione Volontaria per la Pace
FONTI DI PACE
Progetti di Sostegno alle Popolazioni Disagiate
Secondo mese di attività sanitaria di base per la cura dei feriti, in particolare bambini.
Anche nel mese di agosto il team del Palestinian Medial Relief Society ha lavorato nel governatorato di Khan Yunis nelle tendopoli e luoghi di sfollamento per portare servizi sanitari: prevenzione, assistenza infermieristica, supporto psicologico e riabilitativo, distribuzione di farmaci e materiali monouso.
Durante il mese di agosto il team ha avuto in carico 475 feriti: 117 uomini, 150 donne sotto i 18 anni e 116 uomini, 92 donne sopra i 18 anni per un totale di sessioni 996.
Sono stati aperti 128 nuovi casi.
Le prestazioni hanno tenuto conto, dopo la valutazione, delle necessità dei singoli casi che spesso hanno richiesto più di una prestazione. Oltre alle prestazioni sanitarie il team ha messo a disposizione, garze, medicinali, disinfettanti e materiali per lo smaltimento dei rifiuti sanitari.
Ha inoltre istruito i feriti e le loro famiglie sulle corrette tecniche di medicazione delle ferite poiché alcuni casi richiedono medicazioni giornaliere e a causa dell'elevato numero di casi e delle difficoltà di spostamento è difficile per il team essere presente quotidianamente.
Le condizioni sociali-economiche delle persone-famiglie incontrate sono molto povere.

Sfide affrontate:
difficoltà nel raggiungere i casi individuati a causa della distruzione delle strade;
frequenti e rapidi trasferimenti delle famiglie a causa dei ripetuti bombardamenti che hanno colpito scuole, tende e ospedali.
La popolazione è sottoposta a continue situazioni di forte paura, confusione e instabilità. Si continuano a monitorare i casi attraverso più sessioni per garantire la completa guarigione-ripresa. Il team sta cercando di soddisfare le necessità di ausili per deambulare, quali carrozzine e stampelle, che purtroppo sul mercato con fatica si riescono a reperire.



Pargîn è un'organizzazione culturale che opera nella Siria settentrionale e orientale. Il progetto che desidera sviluppare per i bambini, nell'ambito di "Arte e Natura", ha l'obiettivo di unire la creatività infantile e la consapevolezza ambientale attraverso la cultura e l'arte.
Il progetto incoraggia i bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni a partecipare a lezioni artistiche e a svolgere attività a contatto con la natura. È stato concepito per essere utilizzato anche come base per futuri progetti di ricerca e sviluppo.
Pargîn si trova in una zona dove le temperature raggiungono i 45 gradi, con un clima secco e privo di umidità. Attualmente, 100 bambini del centro svolgono le loro attività in un ambiente che, a causa delle alte temperature, non offre condizioni idonee.
TevCand si impegnerà a migliorare il luogo di attività dei bambini affinché possano continuare le loro attività in uno spazio adeguato. Inoltre, intorno a quest'area, desideriamo creare giardini e orti di cui i bambini potranno prendersi cura durante le lezioni d'arte.
I bambini che vivono a stretto contatto con la natura non solo contribuiranno a curarla e rispettarla, ma, crescendo, saranno persone più sensibili alle tematiche ambientali.
Durante le lezioni d'arte e le attività pratiche, i bambini:
Dal 7 al 12 settembre 2025, sotto continui bombardamenti, siamo riusciti a distribuire alla popolazione sfollata di Gaza City, Shaty camp e area adiacente Shifa Hospital, 18.000 litri di acqua e 70 pacchi di generi alimentari contenenti scatolette di carne e tonno, olio, latte in polvere, pasta, riso, zucchero, formaggio, frutta in scatola, pelati.
Nelle prossime settimane continueremo a distribuire aiuti alla popolazione.



Attività Scuola Tenda
"Quando sono qui, dimentico la tristezza. È come se fossi in un mondo diverso."
"Abbiamo dipinto i nostri sogni. Il mio era una casa con fiori e pace."
"Ogni giorno mi sento più forte. Ho iniziato a parlare davanti agli altri e ho fatto nuove amicizie."
"Abbiamo ballato insieme; mi ha fatto sentire che posso ancora essere felice."
"Adoro venire qui. Sento di esistere."
Anche nel mese di luglio il nostro partner a Gaza Social Media Club Palestine è riuscito a portare avanti le attività educative-ricreative nella “scuola tenda” nel campo di Shaty in Gaza City prendendosi cura
di 35-40 bambine-adolescenti dai 12 ai 15 anni. E’ poco quello che si riesce a fare in una situazione completamente devastata, non solo nelle infrastrutture, ma lo facciamo consapevoli dei diversi e tanti bisogni in particolare delle ragazze in una fascia d’età così complessa e delicata che le vede anche soggette a possibile sfruttamento.
Poter condividere le giornate permette di confrontarsi, ma anche confidarsi, costruire resilienza e aggrapparsi ai loro sogni.
Oltre all’insegnamento sono continuate le sessioni di yoga, di pittura,
danza e alcune sessioni di sensibilizzazione su igiene – salute. Pratiche e misure per l’igiene personale propedeutico alla prevenzione di malattie facilmente trasmissibili in particolare in ambienti promiscui dove vivono senza adeguati servizi igienici.
Siamo impegnati a continuare le attività convinti che stiamo aiutando a ricostruire ciò che è andato perduto: il diritto all’educazione, un'infanzia-adolescenza sicura, un sogno per
il futuro e la gioia di essere semplicemente bambini-e, ragazzi-e liberi e senza paura.
Se il terreno è fertile basta seminare un piccolo seme per dare il via a un grande raccolto. È quello che è successo, a partire da un piccolo progetto finanziato anche da Fonti di pace in terra curda. Sembrava una cosa da nulla, 1000 euro, per permettere a una scuola del Rojava nel nord est della Siria di studiare musica. Ma come procurarsi strumenti musicali in una terra sotto costante minaccia di guerra e sotto embargo, dove il denaro è appena sufficiente a coprire le emergenze? Ce ne hanno parlato e ci è parsa una richiesta che doveva essere esaudita. Far diventare realtà il sogno di 20 bambini ci sembrava una impresa bellissima, perché portare la musica è come anticipare la pace.
L’inaspettato, però, è stato che questo piccolo progetto si è trasformato in un corso estivo di tre mesi per una scuola che è riuscita a coinvolgere tutta la popolazione della città di Cizre e sta diventando un Collegio per le arti – musica, pittura, cinema, fotografia, teatro – a disposizioni delle ragazze e dei ragazzi di tutto il Rojava. Perché il desiderio di una classe di piccoli studenti ha messo in moto il desiderio di altre scuole e a coinvolgere il Movimento curdo ad investire una parte del loro esiguo budget in cultura. Non c’è voluto molto, per i curdi la cultura e la base stessa della loro resistenza. L’identità curda si è mantenuta nei secoli solo grazie alla cultura, stiamo, infatti, parlando di un gruppo etnico che nessuno riconosce.
In Turchia il tentavo di assimilazione è stato, sin dalla nascita dello stato, spietato e totale ma, anche nel presente, purtroppo, la polizia non esita a intervenire con violenza persino ai matrimoni dove per festeggiare si canta in curdo.
In Siria, i curdi sono considerati arabi con un documento da rifugiati di colore rosso che non vale niente, e l’uso della lingua curda era, ai tempi di Assad, proibito e severamente punito. Inoltre, nell’area della Siria abitata dai curdi non c’era nessuna università e, anche quei pochi ragazzi che riuscivano a permettersi di studiare fuori sede era proibito iscriversi a Scienze politiche. “Potrebbero diventare anche ministri”, dicevano le autorità turche e questo era l’impensabile! Non è un caso che tutti i curdi laureati siano ingegneri o avvocati o medici. Solo dopo la rivoluzione, almeno nel Rojava, dalle elementari all’università le lingue insegnate sono tre: curdo, arabo e, nelle zone dove risiedono i cristiani caldei, anche siriaco. A Kobane e Cizre, adesso, ci sono facoltà con tutti i corsi, comprese Scienze umane e Jineoliji e, adesso, c’è anche l’Accademia delle arti. Un grande progetto nato da quel piccolo gesto di Fonti di pace.
In realtà, era qualcosa a cui stavano pensando, soprattutto in termini di teatro. Per memorizzare la lingua materna, che non potevano studiare a scuola e che dunque non sapevano scrivere, i curdi hanno sempre avuto la consuetudine di recitare a memoria le loro poesie, una tradizione nata spontaneamente, dal basso, con l’intento di proteggere l’identità culturale ma che ha sviluppato l’arte della memoria e della rappresentazione.
Da tempo, il Movimento curdo pensava a scuole di teatro, e accarezzavano il progetto di formare figure professionali iniziando dai bambini, perché i bambini sono il futuro. Avevano anche pensato: con la guerra in corso, i bambini non possono uscire a giocare liberamente e il teatro può essere un supporto importante. Così il Movimento ha chiesto a dieci associazioni di adottare dieci gruppi di bambini per un periodo di studio. A Fonti di Pace è toccato Dérik nel nord est della Siria, città perennemente sotto attacco. L’iniziativa ha avuto così successo da diventare un corso estivo di tre mesi, ma, quando il Comune ha aperto le iscrizioni, i bambini che avevano fatto domanda erano 65! Il Movimento, sorpreso ma felice, ha risposto a tanto entusiasmo: “Con l’aiuto delle associazioni solidale europee, vi appoggeremo”.
I corsi sono partiti e, studenti e insegnanti, sono riusciti a coinvolgere la popolazione: ogni settimana, nel parco cittadino, veniva proiettato un film a entrata libera, e, ogni gruppo di età, ha preparato uno spettacolo finale originale di musica e teatro. Un successo straordinario che ha stimolato altri progetti.
Ad esempio, a Makhmur - un campo profughi vicino a Erbil in Iraq che è stato la base culturale da cui è partito il progetto del Rojava, - attualmente, sotto il controllo di Mas’ud Barzani sta soffrendo un pesante embargo - si è alzata una simpatica protesta contro il Movimento: “Ci avete dimenticato? Eppure, qui la vita continua!”. Era successo che a Makhmur c’era una scuola di musica ma non aveva gli strumenti. Sollecitati, Fonti di pace, insieme alla FLC della CGIL, si è mossa in moto e gli strumenti sono arrivati nei modi possibili in un paese sotto embargo e dove le frontiere sono ermeticamente chiuse. Abbiamo fatto arrivare i denari necessari a un negozio in Iraq, che ha procurato gli strumenti e li ha fatti arrivare alla scuola, e loro ci hanno ringraziato producendo un film che racconta come la musica sappia regalare gioia e… risvegliare il desiderio. Infatti, i bambini più piccoli, quelli dei primissimi anni che non erano stati previsti, hanno inalberato cartelli di protesta per chiedere strumenti musicali anche per loro! Fantastici. Non si poteva non esaudire quel potente desiderio, ma le chitarre o i liuti comprati erano troppo grandi per quei piccini che sparivano dietro gli strumenti. Si è presa allora la decisione di comprare dei tamburi, strumento fondamentale per la musica curda, e loro ci hanno “dato dentro”. Lo testimoniano i molti video che ci hanno mandato.
Insomma, abbiamo innescato una reazione a catena che non è finita lì.
Era chiaro anche per il Movimento che la richiesta di arte doveva essere soddisfatta e così ha deciso di farsene carico: sette città, ciascuna secondo le proprie possibilità, apriranno Scuole d’arte, con corsi di musica, cinema, pittura, fotografia, teatro. Con una attenzione particolare da parte di Fonti di pace per il progetto della Scuola estiva d’arte per bambini del Rojava che si svilupperà per un periodo di due mesi (15-20 bambini per ogni sezione, per un totale di 200 bambini dai 7 ai 17 anni) presso il Centro di Cultura e Arte in 5 distretti: Qamishlo, Rimelan, Derik, Haseki e Til Kocher del Cantone di Cizîre, nel Nord e Est della Siria più quattro corsi in lingua kurda e uno in arabo.
L’8 marzo il Centro Culturale di Qamishlo di Cinema e teatro da noi finanziato è stato dedicato al nostro Diego Schrader, figlio di Laura, giornalista-attivista e preziosa amica. Il centro è a disposizione della Rojava film Commune, collettivo che produce film di ottimo livello, partecipa e organizza Festival internazionali, insegna l’arte teatrale e cinematografica ed è dotata di una biblioteca molto fornita aperta a tutti. Ci ha commosso e inorgoglito vedere la foto di Diego proprio accanto al manifesto del film che gli era molto piaciuto e che racconta la lotta di un popolo per la quale Diego ha lottato e sperato.
Ciao Diego, Jin Jihan Azadi

Come Movimento Culturale TEV-ÇAND, vorremmo ringraziare FLC-CGIL Milano e l’Associazione Fonti di Pace Odv., per il sostegno nella Siria Nord-est.
Siamo le persone che lottano per la democrazia in Rojava, nel nord e nell'est della Siria. Siamo curdi, arabi, armeni, assiri. Siamo yazidi, cristiani e abbiamo molte credenze religiose diverse. Stiamo lottando utilizzando l'Arte per costruire la democrazia. Siamo impegnati nel teatro, nella musica e nel cinema.
Con il sostegno di amici preziosi come voi, abbiamo realizzato il nostro progetto: teatro dei
bambini e le attività estive della scuola d'arte. Abbiamo ottenuto ottimi risultati. Abbiamo
trasformato il nostro lavoro in un film documentario, che vi consigliamo di
vedere.
Continueremo a lavorare sull'arte. Crediamo che il mondo sarà più bello con l'arte. Più
vediamo la felicità sui volti dei bambini, dei giovani e delle famiglie, più sentiamo il significato
ed il valore dell'arte.
Avevamo chiesto il vostro sostegno per i bambini che erano stati costretti a migrare da Afrin a Shahba durante la guerra.
Shahba è un luogo in cui si trovano i campi profughi. È situato a 20 chilometri da Aleppo, in Siria. In questo campo si trovano famiglie che sono emigrate da molti luoghi, soprattutto da Afrin, a causa dei conflitti. Queste famiglie vivono con il sostegno e la protezione di alcune organizzazioni internazionali.
Molte
organizzazioni si sono impegnate per
garantire loro una vita stabile. Oltre agli aiuti
umanitari, donne e bambini sono stati
sostenuti anche attraverso iniziative
economiche, sociali, culturali e artistiche.
L'obiettivo era organizzare attività artistiche per i bambini. Tuttavia, proprio quando il lavoro stava per iniziare, è avvenuto l'ultimo attacco. Le famiglie e i bambini di Shahba hanno dovuto emigrare per la seconda volta. E sono venuti nelle zone in cui ci troviamo noi, ovvero il Nord e l'Est della Siria.
Sono stati costretti a partire. Erano mentalmente devastati. Avevano lasciato tutto. Non potevano nemmeno portare con sé un vestito. Con l'aiuto delle forze dell'SDF e della Coalizione internazionale, 121.000 persone sono state evacuate in sicurezza da quest'area, secondo la dichiarazione ufficiale.
Se fossero rimasti a Shahba, ci sarebbe stato
il rischio di un massacro. Erano arrivati in un
posto nuovo. Non avevano case, né effetti
personali, nulla. L'impatto psicologico di
essere sottoposti per la seconda volta ad
emigrare è stato molto pesante.
Tutte le persone hanno aperto le loro case a queste persone, dando loro coperte e materassi. Sono state montate tende per le strade, negli stadi. Tutti i luoghi e i centri compreso ai nostri centri culturali o luoghi con tetti chiusi sono stati aperti a queste famiglie. Possiamo dire che è nata una grande solidarietà sociale.
Anche i bambini con i quali stavamo facendo un lavoro artistico sono stati sottoposti a questa migrazione forzata insieme alle loro famiglie. Abbiamo aperto i nostri centri culturali a queste famiglie e a questi bambini temporaneamente, finché non abbiamo trovato una casa per loro.
Tutte le nostre unità culturali continuano a prendersi cura delle persone, soprattutto donne, bambini e anziani, con uno spirito di mobilitazione. Si distribuiscono pasti, ci si occupa dei problemi di salute, si cerca un lavoro e vengono ospitati.
La Siria è ancora molto complicata. I gruppi affiliati al gove
rno turco stanno attaccando in
modo molto violento. Il nuovo regime siriano non si fida dei popoli, delle minoranze e delle
differenze e tratta i diritti delle donne, l'istruzione e le persone di religione diversa con
mancanza di rispetto e persino con aggressione. Ma nonostante questo, la gente resiste. Si
recano nelle aree in cui gli scontri sono intensi e organizzano azioni per prevenire gli attacchi.
Ad esempio, la maggior parte degli attacchi avviene intorno alla diga di Tishrin. C'è il rischio che la diga esploda a causa degli attacchi aerei. Se esplode, molte città, soprattutto Tapqa e Raqqa, potrebbero essere inondate. In questi attacchi decine di civili hanno perso la vita negli ultimi giorni, a causa degli attacchi dei droni. Abbiamo centinaia di feriti.
Stiamo lavorando per fare in modo che la gente viva in modo sano. Cerchiamo di curare le ferite della guerra con la cultura e l'arte e di fare una sorta di terapia.
Nel cantone di Cizre, la cui popolazione è quasi raddoppiata, cerchiamo di sostenere le
famiglie con varie attività indirizzate ai bambini. Gli effetti della gu
erra si riflettono chiaramente
nella vita. Le persone hanno paura di rimanere sole, si trovano in un pessimo stato emotivo.
Non gli mancano solamente i parenti perduti, ma anche l'albero del loro giardino, i loro amici,
le loro speranze, i loro beni, la loro terra, tutto, e si addolorano e piangono per l'assenza.
Per
più di 10 anni, nella guerra contro l'ISIS, hanno
difeso la loro terra e il mondo contro un
pensiero e un'ideologia malvagia. Con la caduta del regime siriano, tutti si aspettano la
democrazia e, sebbene ci siano ancora rischi molto seri, nonostante tutto, guardano al domani
con speranza, vogliono un Medio Oriente democratico e pacifico e resistono per questo.
Abbiamo utilizzato il vostro sostegno per le necessità urgenti dovute a situazioni straordinarie. Siamo riusciti a riparare un luogo per uso come il centro di studio culturale dove si possa anche insegnare ai piccoli gruppi teatrali.
Abbiamo organizzato la festa di Capodanno per rallegrare tutti. Abbiamo soddisfatto le necessità urgenti delle famiglie con il poco che avevamo e, con il vostro aiuto, abbiamo fatto dei regali per rendere felici i bambini. Cerchiamo di fare in modo che la loro istruzione non venga interrotta nonostante tutto, inserendoli in attività culturali. Condividiamo con voi le fotografie che siamo riusciti a scattare.
Siamo in un processo straordinario e vogliamo sottolineare che abbiamo bisogno del vostro
sostegno più che mai. Grazie ancora per la vostra sensibilità e solidarietà.
Con affetto...
Comitato direttivo dei progetti di TEV-ÇAND
Gennaio 2025



I Progetti su cui stiamo lavorando - Puoi darci una mano anche tu!
Operare portando l'aiuto concreto e tangibile per le popolazioni del mondo prive dei basilari elementi di sostegno.
Installazione della struttura nel centro profughi di Ayasma, una baraccopoli che sorge alla periferia di Istanbul.
Asilo Nido nel villaggio di Tarqumia, che sorge a 20 chilometri a ovest di Hebron, con 16.000 abitanti.
Sostegno al progetto di gestione di una sala di ristorazione e vendita di oggetti di artigianato fatto interamente da donne a Nusaybin.
Sostenere il percorso di integrazione delle mamme straniere, a supporto del loro ruolo genitoriale.
Asilo a Bambi, piccolo villaggio nei pressi dell'Asmara e partecipazione al progetto alimentare per una alimentazione controllata dei bambini eritrei
Nelson Mandela